Curiosità e cambiamento
Chi mi conosce sa che ci sono cinque “C” con cui cerco di vivere la mia vita. Ogni volta che ne ho l’opportunità, le promuovo attivamente nel mio lavoro, soprattutto durante workshop e presentazioni. Sono:
- Curiosità
- Creatività
- Pensiero critico
- Compassione
- Comunità
Abbracciare la curiosità
Forse è dovuto alla mia infanzia, trascorsa in una famiglia legata alla cooperazione internazionale e alle Nazioni Unite, con una casa divisa tra due continenti (Sud America e Africa), oppure al fatto che la mia famiglia trascorreva le vacanze estive viaggiando ed esplorando Paesi dell’Asia, dell’Europa e del Nord America.
Qualunque sia la ragione, il “gene della curiosità” scorre nelle mie vene e sono sempre desiderosa di imparare qualcosa di nuovo.
Una delle mie citazioni preferite di Mahatma Gandhi è:
“Vivi come se dovessi morire domani; impara come se dovessi vivere per sempre.”
Che si tratti di assaggiare cibi sconosciuti nei mercati locali, leggere libri di cucina come se fossero romanzi o immergermi in articoli scientifici sulla prevenzione delle malattie, la mia curiosità è inesauribile.
Sono appassionata di salute, ma non sono una fondamentalista. Essendo madre di bambini piccoli, capisco l’importanza della flessibilità nell’alimentazione, affinché i miei figli non vengano etichettati come “mangiatori difficili”.
Flessibilità e rispetto
Essere flessibili, fare eccezioni e adattarsi alle circostanze sono principi che guidano la mia vita. Non rifiuterei mai un pasto preparato con affetto da qualcuno solo perché contiene un ingrediente che preferisco non mangiare.
Questa lezione me l’hanno insegnata i Maasai, quando ho vissuto con loro nelle colline di Loita, in Kenya. Accettare con rispetto ciò che viene offerto, che si tratti di latte, carne o sangue animale, è fondamentale per onorare la loro ospitalità.
Condividere conoscenze e strategie
Negli ultimi anni ho integrato queste filosofie nel mio lavoro. Il mio obiettivo è fornire alle persone strategie che le aiutino a diventare più consapevoli delle proprie scelte alimentari e a scoprire quanto possa essere divertente trasformare la cucina nel luogo preferito di tutta la famiglia.
Condividere idee e conoscenze utili alimenta il mio desiderio di approfondire ricerche scientifiche basate su prove concrete, con l’obiettivo di migliorare la vita di chi mi circonda e promuovere una vita più piena, più sana e più felice.
L’evoluzione della missione di Tribusana
Negli ultimi tempi ho sentito cambiare il mio modo di pensare e le mie convinzioni, dando vita a un’evoluzione della missione di Tribusana.
Ciò che era nato come un progetto per condividere ricette salutari e tecniche di cucina si è trasformato nella condivisione di un numero minore di ricette, ma molto più versatili, che le persone impegnate possano adattare facilmente per preparare piatti straordinari in poco tempo.
Inoltre, condivido strategie per organizzare meglio la cucina e consiglio gli utensili essenziali per rendere piacevole cucinare in casa e ridurre al minimo il tempo dedicato alla pulizia.
Mettere in discussione la sostenibilità alimentare
Ora mi sto ponendo una nuova domanda:
“E la sostenibilità del nostro sistema alimentare?”
Stiamo davvero facendo scelte intelligenti per la nostra salute a lungo termine e pensando anche al futuro del pianeta?
Oppure stiamo semplicemente giustificando le nostre scelte con etichette come “prodotto locale”, “allevato al pascolo” o “animali felici”?
Grazie alla docuserie sul Summit 2024 del Food Revolution Network ( in particolare all’episodio 8), il mio modo di vedere le cose è cambiato. Non mi sembra più accettabile mangiare in modo consapevole solo nei “Meatless Mondays”.
Un invito all’azione
Dovremmo prendere in considerazione l’idea di seguire più spesso un’alimentazione integrale e a base vegetale (Whole Foods Plant-Based – WFPB): magari quattro giorni alla settimana o tre settimane al mese. Questo approccio riflette molto meglio lo stile di vita dei nostri antenati, che erano più raccoglitori che cacciatori.
A differenza di oggi, loro non dovevano affrontare problemi come la crescita della popolazione, lo spreco alimentare, gli alimenti ultra-processati o l’aumento dell’obesità.
È arrivato il momento di aprire gli occhi e capire che proteggere la nostra salute, quella delle persone che amiamo e quella del nostro pianeta inizia da ciò che mettiamo sulla nostra forchetta, un boccone alla volta.